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    Opposizione al Precetto

    Tribunale Vallo della Lucania, 05 Luglio 2017. Pres., est. Pasquariello.

     

    Opposizione a precetto – Decisione sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo – Reclamo

     

    La formulazione del secondo comma dell’art. 624 c.p.c., per la sua genericità, autorizza un’estensione dell’ambito applicativo del reclamo anche alla sospensione disposta dal giudice dell’opposizione preventiva all’esecuzione, come confermato anche dal tenore della stessa rubrica della norma, la quale consente di estenderne il contenuto tanto alla sospensione all’esecuzione, quanto alla sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo.

    Ulteriore conferma all’interpretazione estensiva si rinviene nelle modifiche apportate con la L. 52/2016, in particolare nell’eliminazione dal comma 1 dell’art. 624 c.p.c., del riferimento al solo secondo comma dell’art. 615 c.p.c., costituendo tale intervento, altrimenti privo di significato, un chiaro indice della volontà del legislatore di attribuire alla stessa norma una portata generale non più limitata al solo giudice dell’esecuzione, ma riferibile anche a quello dell’opposizione a precetto, nonché alla sospensione da questi disposta.

    La formulazione dell’art. 615 1° comma c.p.c., così come modificato dalla L. 132/2015, di conversione del D.L. 83/2015, trova applicazione anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del predetto decreto, pertanto, se il diritto della parte istante è contestato solo in parte, il Giudice procede alla sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo esclusivamente in relazione alla parte contestata.

    (Massimo Postiglione)

     

    COMMENTO:

    OPPOSIZIONE A PRECETTO : AMMISSIBILE IL RECLAMO AVVERSO IL PROVVEDIMENTO CHE DECIDE SULL’ISTANZA DI SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA ESECUTIVA DEL TITOLO
    Nel caso di specie il cliente di una Banca, con la quale aveva stipulato un mutuo fondiario ai sensi degli artt. 38 ss. TUB, si vede notificare un atto di precetto fondato sul titolo esecutivo stragiudiziale, con la richiesta di pagamento della somma dovuta per rate scadute e insolute e capitale residuo, per effetto della decadenza dal beneficio del termine.
    Avverso l’atto di precetto egli propone opposizione preventiva ex art. 615 c.p.c., lamentandosi, pur senza contestare l’avvenuta stipula del mutuo e la ricezione della somma mutuata, dell’eccessività della somma richiesta, che, anche in virtù di perizia econometrica di parte, non sarebbe dovuta nella sua totalità, chiedendo in via interinale la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo.
    Resiste in giudizio la Banca deducendo la totale debenza della somma precettata, per effetto della decadenza dal beneficio del termine in cui era incorso il mutuatario a seguito del suo inadempimento nel pagamento delle rate di rimborso, opponendosi altresì alla richiesta di sospensione del titolo per difetto dei requisiti di Legge e chiedendo, in via subordinata, che la sospensione, ove concessa, fosse limitata alla sola parte eccedente la somma non contestata.
    Il Giudice dell’opposizione a precetto accoglie l’istanza, ritenendola fondata, e sospende integralmente l’efficacia esecutiva del titolo azionato, costituito dall’atto notarile di mutuo, munito di formula esecutiva.
    Avverso tale provvedimento propone reclamo la Banca, chiedendo la revoca o la riforma dell’ordinanza di sospensione, deducendo in rito la piena ammissibilità del gravame e nel merito l’insussistenza dei requisiti di Legge per la concessione della misura inibitoria, in primis dei gravi motivi imposti dall’art. 615 c.p.c., in subordine che essa fosse limitata alla sola parte contestata della somma precettata, in virtù delle modifiche legislative apportate alla norma in esame.
    Resiste la parte reclamata che deduce l’inammissibilità del reclamo e la sussistenza nel merito dei gravi motivi per la sospensione, chiedendone il rigetto.
    Con l’ordinanza in commento, il Tribunale Cilentano, aggiungendo così un nuovo tassello alla nota querelle dell’ammissibilità del reclamo al Collegio, che vede vari precedenti di merito su fronti opposti ( per la tesi negativa si vedano in particolare Trib. Milano 10.11.2015 e Trib. Napoli 7.4.2015), si schiera apertamente a favore della tesi estensiva, fondando la decisone sia sull’interpretazione delle modifiche legislative più recenti, sia sul quadro ermeneutico derivante da varie pronunce della Suprema Corte, che, pur non decidendo espressamente sul punto, si è più volte schierata a favore della tesi fatta propria dal Tribunale.
    L’ordinanza, infine, appare di rilevante interesse perché, per il puntuale richiamo ai numerosi precedenti di merito e per il riferimento espresso alle varie pronunce della Suprema Corte, costituisce un punto fermo aggiornato all’attualità sulla questione, sulla quale probabilmente non viene comunque posta la parola fine.